PROPOSTA SUGLI INCIDENTI DI SCIALPINISMO  

Dalla Rivista Alpidoc N. 37 – pag 8 - ANNO 2001

Il funesto incidente occorso ad uno scialpinista alla Cima delle Lose mi ha spronato ad esternare una idea che mi frulla nella mente da qualche anno. Invito il Presidente della Sezione di Cuneo del CAI ed il Direttore della prestigiosa rivista intersezionale Alpidoc a farsi promotori dell’iniziativa che sto per illustrare.
La mia proposta è – in estrema sintesi – che, in occasione di simili eventi, la rivista dedichi qualche pagina (almeno due o tre) per descrivere nel modo più dettagliato possibile l’incidente alpinistico in questione.
Ciò per rispondere alle numerosissime domande che i frequentatori delle nostre montagne si pongono – credo – ogni qualvolta un così tragico evento colpisca uno di noi. Tutto questo allo scopo di migliorare la conoscenza che ciascuno di noi ha della montagna, in tutti i suoi aspetti, evitando quindi di porre in essere comportamenti che, in determinate situazioni, possono essere pericolosi.
E’ un invito alla prevenzione, il mio, prevenzione che può essere attuata solo conoscendo le variabili che sono in gioco. Ed ecco che nascono spontaneamente le domande sopra citate, domande alle quali la stampa locale non è in grado di dare risposta.
Quali erano le condizioni del manto nevoso, alle ore xy del 4/2/2001, nella comba delle Lose ? Qual’era l’itinerario di salita scelto dalla comitiva ligure ? Qual’era stata l’evoluzione delle precipitazioni e delle temperature dei giorni immediatamente precedenti ? Qual è stata l’influenza del vento ? In che luogo preciso (longitudine e latitudine) è avvenuto il distacco della valanga ? Qual’era l’inclinazione del pendio, quale il fondo (erba, rocce o che altro) ? Dove si trovava lo sciatore al momento del distacco ? Di che tipo di valanga si trattava ? Qual è stata l’utilità dell’ARVA eventualmente a disposizione dei partecipanti ?
La mia proposta, estremamente pratica, consiste nella formazione di un piccolo e ristretto gruppo di lavoro, di cui dovrebbero far parte persone particolarmente esperte. Questa commissione (ma forse chiamarla commissione sa troppo di burocratico) dovrebbe ascoltare i testimoni dell’incidente e tutte quelle persone che siano in grado di fornire elementi utili per chiarire al massimo la dinamica dell’incidente.
In un tempo successivo dovrebbe esprimere le proprie valutazioni in un rapporto, steso in un linguaggio chiaro ed esente da tecnicismi poco comprensibili ai più, destinato appunto ad essere pubblicato sul primo numero utile della rivista. Con la speranza di aver suscitato qualche interesse nei miei interlocutori colgo l’occasione per salutare amichevolmente chi mi legge.
Ugo Bottari


Dopo qualche tempo sulla rivista è stata pubblicata la burocratica risposta, qui sotto riportata in corsivo. Attualmente quello che più si avvicina a quanto da me auspicato è reperibile, per il Piemonte, a questo link dell'ARPA Piemonte

Buona idea presumibilmente di difficile attuazione, data la difficoltà di creare una apposita “commissione. Chissà che non si possa sopperire contattando il Soccorso Alpino. … Ci proveremo.