CLASSIFICAZIONE DEL PERICOLO DA VALANGHE  

Il manto nevoso è un miscuglio di ghiaccio, aria ed acqua in continua trasformazione al variare dello spessore, delle caratteristiche cristallografiche, delle temperature della neve e dell’aria, della morfologia del terreno, dell’esposizione dei pendii, ecc.
La qualità della neve dipende dunque dall’azione diretta o interagente di tutti quei fattori nivo-meteorologici che concorrono a determinare il microclima degli strati d’aria a contatto con la superficie della neve. 
Ciò premesso, è necessario fornire alcune precisazioni sulla corretta terminologia riferita alla qualità di neve riscontrabile durante le gite di scialpinismo. Non esiste una neve farinosa dura-ventata a tratti molle , farina molto lavorata da pioggia e gelo , farina trasformata , in gran parte primaverile con farina , neve molle, crosta molle, . . . 
La neve non è una sostanza molle (e poi molle cosa vuol dire ?) ma è un materiale eterogeneo e poroso. Con neve invernale selvaggia/farinosa la densità massima è pari a 0,06 (il 90% di contenuto è aria). In primavera con evidenti metamorfismi da fusione, il cristallo è coperto da una velatura d’acqua; in questo caso si può parlare di una pasta visco-plastica, ma mai di neve molle. La crosta, poi - che è materiale costituito da granuli di ghiaccio a facce piene e di medie dimensioni - può essere portante o no. Mai crosta molle

CLASSIFICAZIONE INTERNAZIONALE DELLA NEVE AL SUOLO

Le sottostanti tabelle indicano il corretto termine per descrivere la qualità, la durezza, la rugosità e la penetrabilità dei vari tipi di neve riscontrati durante le gite di scialpinismo.

Verifica della qualità della neve riferita al contenuto in acqua liquida
Termine corretto Qualità
Asciutta o secca La temperatura è molto inferiore a 0°C. I cristalli di neve hanno scarsa tendenza ad unirsi quando vengono pressati per fare una palla di neve. Il palmo della mano rimane asciutto.
Umida  Temperatura vicina a 0°C. Quando la neve viene leggermente pressata si nota la netta tendenza a restare unita. Il palmo della mano rimane leggermente umido.
Bagnata Temperatura prossima a 0°C. L’acqua è riconoscibile mediante ingrandimento 10x. Non è comunque possibile estrarre l’acqua premendo moderatamente la neve: esiste ancora una minima quantità d’aria. Il palmo della mano è decisamente umido.
Molto bagnata Temperatura uguale a 0°C. L’acqua si può estrarre premendo la neve, il metamorfismo da fusione è in fase molto avanzata. Comprimendo la neve, il palmo della mano è bagnato.
Fradicia Temperatura uguale a 0°C. La neve è completamente impregnata d’acqua, una velatura liquida avvolge i residui granuli di ghiaccio. Comprimendo la neve, fuoriesce acqua dal palmo della mano.

Verifica della durezza della neve utilizzando il test della mano

Termine corretto Test della mano
Molto bassa Spingere delicatamente in una sezione del manto nevoso un pugno
Bassa Spingere delicatamente in una sezione del manto nevoso 4 dita
Media Spingere delicatamente in una sezione del manto nevoso 4 dita
Alta Spingere delicatamente in una sezione del manto nevoso 4 dita una matita
Molto alta Spingere delicatamente in una sezione del manto nevoso una lama di coltello

Rugosità superficiale causata da vento, pioggia o fusioni irregolari

Termine corretto Forma
Liscia
Ondulata
Solchi concavi
Solchi convessi
Solchi irregolari
Brina di superficie V V V V V V
Nota: La rugosità della neve dipende anche dall’esposizione del pendio e dalla sua acclività (ossia dalla pendenza).


 

Penetrabilità (capacità della superficie nevosa di sopportare compressioni)
Profondità della traccia degli sci, misura in cm
Profondità dell'impronta che poggia su un piede solo (in cm)

Nota: La penetrabilità, ossia la capacità della superficie nevosa di sopportare compressioni, indica approssimativamente l'attitudine del manto nevoso di sostenere in modo soddisfacente un certo carico.

Sergio Costagli
Servizio Valanghe Italiano