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Dall'analisi del listato dei punti della traccia GPS si deduce che i due,
dopo esser saliti nel vallone a monte di Le Pontet (1948 m) ed aver deviato
verso sinistra più o meno in corrispondenza dei resti di un pluviometro,
hanno raggiunto il col de la Gipière de l'Orrenaye (2482 m). Fino a qui il
percorso non presenta grossi pericoli ed è la via comune sia per la salita
alla Cima della Manse (Tete du Platasse) che per tutte le gite che salgono
nel vallone dell'Oronaye.
Dal colle sono saliti su un ripido pendio esposto a NNE e, giunti a quota
2600 circa, invece di salire gli ultimi 70 metri che li avrebbe portati
sulla quota 2676 (da cui sarebbero potuti scendere facilmente sul bellissimo
versante SE della Cime de Palets) hanno iniziato un traverso in lieve salita
per avvicinarsi a quella che probabilmente era la loro meta, il Bec du
Lievre.
I 70 metri sopra menzionati non sono particolarmente ripidi ma non
consentono di giungere, con un facile percorso, il Bec du Lievre; si deve
difatti prima passare attraverso il Rocher Peyron ed ci sono roccette non
banali. Forse sotto la quota 2676 hanno vista qualche cornice di neve che li
ha indotti a scegliere un'altra via di salita. |
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Il
traverso si svolge al di sopra di pendii molto ripidi e obbliga sicuramente
l'attraversamento di qualche canalotto. L'esposizione è quasi
totalmente a N. Il tempo non favorevole (scarsa visibilità, probabilmente)
non ha consentito loro (è una mia supposizione) di valutare il pericolo a
cui andavano incontro.
A quota 2684 ca alle ore 13:21 ca è avvenuto il distacco non si sa se da
loro provocato oppure se spontaneo. In una quarantina di secondi hanno
percorso i 250 metri che li separavano dal fondo valle ad una media (dice il
GPS) di 30-50 Km/h. La loro traiettoria non è stata perfettamente lineare
per cui è logico supporre che abbiano anche saltato qualche barra di roccia.
La sfortuna vuole che siano arrivati, all'interno della massa di neve della
valanga, in un combale in cui passa il rio che scende dal col de la Gipière
de l'Orrenaye, pressapoco a quota 2440; sono stati cioè seppelliti da un
paio di metri di neve che non ha lasciato loro scampo.
Verso le 9 del mattino dopo sono stati
recuperati dal Soccorso Alpino Francese e portati in elicottero a valle.
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17 Novembre 2010
A quasi 3 anni dalla tragedia ho riesaminato la documentazione disponibile
e, utilizzando un programma di mia creazione, ho potuto visualizzare la
traccia GPS sopra indicata sovrapponendola, con una precisione che ritengo
essere buona (20-30 metri di errore al massimo), ad una fotografia
scattata esattamente dalla vetta dell'Aiguille Jean Coste. |
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Ho potuto quindi documentare meglio la traiettoria di
salita e, purtroppo, di discesa dei due scialpinisti (o meglio di
Pierriccardo, il solo che era dotato di un GPS). Va da sè che le condizioni
di innevamento del 3/12/2007 erano ben diverse da quelle del 13/11/2010
quando Patrick Adam, che ringrazio, ha scattalo l'immagine il cui link è qui
sotto.
Ecco il
documento finale |