SOFTWARE UNICO ?  
Grazie alla segnalazione di un ricercatore trentino, Michele Zanin della Fondazione Bruno Kessler, ho potuto appurare che esistono software che svolgono all'incirca le stesse funzioni del mio programma Panorami e che partendo da un problema apparentemente non particolarmente importante (il riconoscimento delle vette su una fotografia) è possibile approfondire tematiche molto differenti  quali ad il riconoscimento delle targhe degli autoveicoli tramite telecamere, la creazione di viaggi virtuali fra gli antichi monumenti (http://phototour.cs.washington.edu/findingpaths/), lo struttamento delle enormi risorse costituite delle infinite fotografie disponibili su Internet con la creazione di viaggi virtuali (http://interactive.usc.edu/viewfinder/)  e molte altre, tematiche senz'altro molto interessanti ma anche di difficile se non impossibile applicazione per il singolo individuo.

Ad esempio il programma gipfel del tedesco Joannes Hofmann (http://www.ecademix.com/JohannesHofmann/gipfel.html). Funziona sotto Linux o sistema operativo analogo (quindi non sotto Windows). Può sovrapporre su una immagine (e quindi non solo su un panorama a 360 gradi) delle etichette in corrispondenza con punti di interesse di cui si possiedono le coordinate geografiche. Può anche disegnare, nella stessa immagine, un tracciato GPS. Nella pagina sopra segnalata c'è un link che consente di visualizzare un video il quale illustra come funziona il programma in questione. A grandi linee posso dire che questo software richiede di individuare, manualmente, 2 punti noti sull'immagine: è l'indispensabile taratura. Il programma successivamente calcola dove individuare gli altri punti noti. Il mio programma Panorami viceversa richiede di scegliere un solo punto noto, ma presuppone l'utilizzo di immagini di panorami a 360 gradi.

Il sistema che è in corso di sviluppo presso la Fondazione Bruno Kessler è molto più avanzato e, almeno nella versione finale, non necessita di alcun intervento dell'operatore. E' sufficiente conoscere unicamente le coordinate geografiche del punto di ripresa (ma eventualmente è in grado di estrarle dalle informazioni ti tipo EXIF che certe immagini hanno con sè; ad esempio quelle reperibili in certi siti tipo Panoramio e Flickr). In base a queste coordinate il sistema è in grado di creare un panorama sintetico in tre dimensioni attorno al punto di ripresa, per una distanza di 600 Km. Questo può essere fatto usando il modelli digitali del terreno (DTM o DEM) della NASA, pubblici. Successivamente questo panorama sintetico viene confrontato automaticamente con quello reale (ossia con l'immagine) modificando, sempre automaticamente, i parametri di calibrazione (orientamento, focale, distorsione, ecc) sino a far coincidere i due panorami, quello sintetico e quello reale. A questo punto è facile per il sistema assegnare a ciascun pixel della foto l'esatta coordinata tridimensionale(latitudine, longitudine, altezza) aprendo la strada a numerose possibili applicazioni. Ad esempio quella di assegnare i nomi delle vette o sovrapporre un tracciato GPS o altro. Ovviamente il sistema necessita della conoscenza delle coordinate di queste vette, ad esempio traendole da database pubblici quali geonames (http://www.geonames.org/).
Questa pagina illustra, in inglese, il progetto della Fondazione Bruno Kessler.

Senza possedere alcun programma è possibile conoscere i nomi delle vette principali che circondano un certo punto. Il sito http://www.heywhatsthat.com/ mette a disposizione una semplice pagina che visualizza inizialmente la mappa del mondo intero così com'è proposta da Google Maps. Con qualche facile ed intuitiva operazione si può immettere la latitudine e la longitudine di un certo punto, oltreché la sua altezza; per quello che a noi alpinisti interessa questo punto può essere la cima di una vetta. Dopo qualche minuto di attesa viene visualizzato un grezzo panorama a 360 gradi su cui sono possibili semplici operazioni di esplorazione e navigazione. Esso è però molto schematico ed  è sinceramente di difficile interpretazione, anche perchè la scala delle altezze è volutamente esagerata di un fattore 7, forse eccessivo (vedi immagine sottostante).
Anche in questo caso sicuramente il sistema si appoggia ai modelli digitali del terreno della NASA sopra menzionati.
Nell'immagine qui sotto quello segnato dalla freccetta blu verticale dovrebbe essere il Monte Clapier visto dalla Rocca dell'Abisso. Anche se può apparire eccessivamente approssimativo quanto proposto da questo sito può essere utile per individuare la direzione e, forse, la visibilità di qualche particolare importante montagna da un particolare luogo. Ossia rispondere alla domanda, sempre presente in chi sale su una vetta, "quello laggiù indistinto nella bruma è il monte .... ".